Festina lente

♫♪♫♪ Leggi l’articolo ascoltando: Chet Baker, almost blue.

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In latino esiste questo modo di dire che si può tradurre con ‘affrettati lentamente’. Potrei definirlo il modus operandi della mia vita. Non sono mai stata una scheggia, mi prendo il mio tempo perfino quando mangio, e non mi sono mai sognata di pensarlo come un problema. Eppure, se guardate bene, la società sta andando in una direzione bulimica e questo un po’ mi spaventa e

mi riporta con la mente a quando giocavo a campana nella di campagna dei miei nonni e mi prendevo tutto il tempo del mondo per tracciare le linee per terra con il gesso bianco, ascoltando il rumore ruvido che faceva sull’asfalto mentre si sfaldava sotto le mie dita. Il mondo si concentrava in quei salti, la nostra attenzione era massima, noi vivevamo appieno quel momento e contemporaneamente imparavamo a stare al mondo, chi con gentilezza, chi con rabbia, chi con arrendevolezza.

Qualcuno di voi si ricorda il gioco con le biglie? E quello con l’elastico? Quante ore passate a lanciare oggetti, saltare, riflettere e soprattutto vivere il momento. Credo sia la cosa più latente oggi. Quando si va al ristorante, si pensa più a farsi i selfie da condividere, che a mangiare quello che c’è nel piatto; non fraintendetemi, io sono una fan delle fermatempo, soprattutto se servono a riempire di ricordi un diario personale, ciò che credo stia sfuggendo di mano però, è la preziosità dei momenti a discapito della condivisione egoica con degli estranei, perché spesso di questo si tratta: ti mostro ciò che sto mangiando e probabilmente mi pagheranno per farlo, (se sono fortunato). Avremmo mai pensato di farlo in passato?

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Provare a scattare una foto figa per Instagram senza riuscirci.

Festina lente, affettiamoci lentamente, come i personaggi creati da Jane Austen in Orgoglio e pregiudizio che, complice l’estate, sto leggendo. Quanta dedizione e pazienza ci vogliono per comprendere quelle pagine piene zeppe di persone, di chiacchiere e di piccoli intrighi che in un tempo come quello della Austen, doveva essere davvero lento a scorrere e tutto acquisiva un valore diverso, tutto era etichettato e difficilmente si agiva con buona pace liberamente; oggi la libertà in linea di massima c’è, eppure viviamo con il collo all’ingiù, mi chiedo come ci evolveremo fra cento anni… diventeremo cammelli?

I personaggi creati dalla Austen vivono in una bolla, sembra tutto già deciso, eppure, la scrittrice rompe gli schemi, spacca il vetro di circostanza che li rinchiude tutti e lo fa piano piano, godendo il momento presente e facendoci pregustare il futuro. Orgoglio e pregiudizio è un’autentica melanzana alla parmigiana: per mangiarla con gusto devi attendere che si raffreddi (che paragone bislacco, perdonami Jane). Credo che la signorina Austen mal sopportasse le regole sociali del tempo, orgoglio_e_pregiudizio_greer_garson_laurence_olivier_maureen_o_039_sullivan_fb84dperché troppo progressista, troppo perspicace; per lei non deve essere stato facile. A tal proposito, avete qualche bella biografia o saggio critico da consigliarmi a riguardo?

Quando avevo un anno, mia madre e mio padre mi presero un cane, Cleopatra, il miglior cane del mondo; era la mia migliore amica e i momenti con lei li sento ancora perché sono stati tanti, tanti piccoli momenti dedicati a noi due, senza guardare l’orologio, questo genera un ricordo che si ricorda, non credete?

E allora affrettiamoci ma lentamente amici, prendiamo un aperitivo con le amiche guardandole bene negli occhi e dicendo loro ciò che davvero pensiamo; leggiamo con calma i libri che ci appassionano e rileggiamoli se ne abbiamo voglia; carezziamo il gatto con amore e presenza di spirito godendo della sua presenza, qui ed oggi, senza pensare al domani; imburriamo il pane la mattina e assaporiamo sulla lingua la dolcezza di una buona marmellata di amarene; godiamoci il tepore del primo sole e del vento che ci passa sul naso accarezzandolo; respiriamo i momenti piccoli piccoli, perché sono nostri soltanto e passeranno con noi dei secondi preziosi. Se gli occhi sono i proiettori del cervello, è la mente a decidere di vedere il mondo in un certo modo, perciò, facciamo che affrettarci lentamente sia un passo verso il valore delle azioni che compiamo, con la consapevolezza del valore intrinseco che esse sono in grado di trasmetterci. E se è troppo complesso, fate come me, scrivete su un diario i momenti della quotidianità che vi lasciano qualcosa, perché nulla è scontato ma tutto è un regalo che vi concedete voi, che vi concede la vita che vi siete scelti.

Un foto (dopo diversi tentativi di cacciare Thor dal tavolo) per condividere i miei regali di compleanno (il 14 agosto passato), che sicuramente mi godrò lentamente ma con la fretta della curiosità e ne parlerò in post come questo. Dopo tanto penare e tanti ripensamenti, ho trovato una formula di scrittura che mi piace e mi dà una certa soddisfazione: ho capito che scrivere solo recensioni non mi bastava e non mi divertiva più. E non c’è niente di più bello che essere soddisfatti e felici mentre si sta facendo qualcosa, qualsiasi cosa.

Spero vi piaccia questo nuovo modo di raccontarvi e raccontarmi.

Ja ne!

Romina

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